A un passo dal sogno chiamato “finale”. Così si è conclusa la stagione della Juvenes-Dogana Futsal, con la sconfitta di misura contro il Tre Fiori nella semifinale di Titano Futsal Cup, che ha negato agli uomini di Claudio Zonzini l’accesso all’ultimo atto. Dispiacere per l’eliminazione, dopo un bellissimo percorso nel girone di qualificazione e nell’ultima parte dell’annata, ma anche orgoglio per l’impegno mostrato dai propri giocatori sono le emozioni che esprime l’allenatore: “Sapevamo che incontro aspettarci e che difficoltà avremmo avuto. Dopo il goal del vantaggio, loro hanno risparmiato energie e noi abbiamo dovuto prendere in mano la partita, anche rischiando, ma al ritorno in campo siamo ripartiti con più convinzione, forse mettendoci pure troppa foga. Trovato il pareggio, non so come mai, ci siamo distratti un secondo e loro, che sono una squadra tecnica e fisica, ci hanno infilato subito. Pensavo che ci saremmo disuniti, ma i ragazzi sono rimasti concentrati in attesa dell’occasione giusta, che poi era anche arrivata, sfruttando il portiere di movimento. Però ci è mancato il guizzo per trovare il 2-2 e portarla quantomeno ai supplementari. Nonostante abbia vinto la squadra più forte, non posso che essere orgoglioso dei ragazzi, i quali hanno dimostrato che con impegno, attenzione, voglia ed entusiasmo ce la potevamo giocare alla pari, cosa che abbiamo fatto”.
Al contrario del bel finale di annata, l’inizio non era stato dei migliori, anzi. Alle vittorie in coppa, spesso corrispondevano delle sconfitte in campionato. Brutti risultati, che Zonzini spiega così: “Avevamo tanta voglia, ma all’inizio è stato difficile, per via dell’avvio della preparazione nel periodo estivo in cui non tutti, vuoi per lavoro o per ferie, sono riusciti ad allenarsi al meglio. Visto che facciamo dell’intensità fisica il nostro punto di forza, ciò ha inciso. Nel faticare così tanto, c’era anche da tenere in conto che avevamo preso diversi giocatori nuovi e giovani e dovevamo inserirli. Il nucleo storico, però, mi ha aiutato e abbiamo creato un bel gruppo. Tuttavia, nelle prime fasi lo “zoccolo duro” della squadra non ha reso come mi aspettavo, al di fuori del fatto che i risultati non arrivassero, quindi abbiamo subito perso terreno in campionato. Anche se noi non partiamo con l’obbligo di vincere, c’era comunque l’obiettivo playoff, che si è subito allontanato perché non abbiamo neanche potuto provare a infastidire le big, nella fase centrale: sapevamo di partire dietro a Domagnano, Fiorentino e Folgore, ma essere così distanti ci ha impedito di essere lì, a battagliare”.
Nonostante una prima parte molto difficile, almeno in campionato, con una pesante serie di sconfitte, l’allenatore spiega che il gruppo non si sia mai disunito, restando sempre serio: “C’era voglia e questo ci ha fatto vincere il girone di coppa, centrando uno dei due obiettivi stagionali. Dopo la pausa per il covid siamo ripartiti male, ma poi abbiamo trovato la giusta forma, conquistando 13 punti dei 22 totali. Avere un obiettivo importante come la semifinale di Titano Futsal Cup ci ha aiutato a incanalare energie verso quella partita, l’unica a cui pensavamo, trovando automatismi e chiudendo in crescendo. L’abbiamo giocata al meglio delle nostre possibilità. Ora che la stagione è finita, ci concentriamo sulla prossima, sperando di aver tratto insegnamento da quello che abbiamo sbagliato, ma tenendo a mente le cose buone realizzate e l’entusiasmo avuto nel finale. Abbiamo fatto una figura più che dignitosa, la sensazione provata nel giocare la semifinale dovrà spingerci a fare ancora meglio, l’anno prossimo, per tornare a disputarla. Ringrazio i ragazzi per l’impegno profuso, ma tanta riconoscenza va anche a tutto lo staff, che ci ha sempre seguito e di cui siamo molto soddisfatti: il preparatore atletico Fernando Paccagnella, i dirigenti Sergio Cecchetti, Roberto Borasco e Fabrizio Pavoni, il collaboratore Fabrizio Giardi e il fisioterapista Enrico Casali”.

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